Chi siamo…e dove andiamo?


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Partecipando alla Conferenza Organizzativa Nazionale dell’ Arci, che si è svolta lo scorso fine settimana a Tivoli, appare evidente che la nostra è una associazione fortemente capace di autocritica. Alla faccia del motivazionismo all’americana che in genere caratterizza i summit delle organizzazioni…
Dagli interventi dei delegati presenti emerge la necessità di trasformare l’arci..ma in che direzione?
Si vuole un arci piú vicina alla base associativa, ai bisogni dei soci, capace di farsi alternativa per affrontare la crisi econommica e sociale che investe il paese, un’ arci che torni ad essere un associazione popolare.
C’è chi ritiene che il compito dei dirigenti nazionali sia quello di dettare le linee politiche dell’associazione tutta…e chi ritiene che i circoli, la base, stia piú avanti dei propri dirigeti.
Per alcuni la struttura organizzativa andrebbe snellita, ne andrebbero rivisti compiti e modalitá di funzionamento, per altri occorre individuare i luoghi reali della partecipazione democratica che sembrano assenti.
Si discute di IDENTITÀ quale elemento fondamentale su cui tornare a confrontarsi con i circoli e con i soci.
É evidente che ognuno parla dll’arci che conosce a casa propria. In fondo questa associazione di associazioni è un insieme di soggetti che, mossi dagli stessi principi e uniti dagli stessi ideali, declinano sui territtori esperienze peculiari.
Possiamo quindi parlare di Arci..o delle Arci? Tante, varie, diverse..che rappresentano senza dubbio la vera ricchezza di un’associazione che vive, lavora e si impegna su molti fronti nonostante le difficoltà organizzative e logistiche, grazie all’impegno di tante persone mosse da entusiasmo e convinte che costruire un’altra società sia davvero possibile.